Per saperne di più sul modello delle BCC del Gruppo Iccrea scrivici a:
bancasostenibile@iccrea.bcc.it e DNF@iccrea.bcc.it

Vision, identità e valori​

Il Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea persegue la crescita responsabile e sostenibile dei territori in cui opera, abbracciando l’identità e i valori storici delle Banche di Credito Cooperativo aderenti. In oltre 130 anni di storia, le BCC si sono rese protagoniste nella “scelta di costruire il bene comune”, così come espresso nell’articolo 2 del loro Statuto. Partendo dal coinvolgimento del singolo per arrivare alla Comunità.

Le BCC sono caratterizzate da una formula imprenditoriale particolare, costituita da “tre molecole” fortemente interrelate (cooperazione, mutualità e localismo), che rendono il concetto di sostenibilità la naturale evoluzione del loro DNA.

Le BCC sono infatti:

  • banche cooperative e democratiche: connotate da ampie compagini sociali, limiti al valore complessivo nominale delle azioni in capo a un socio, limiti nella distribuzione dei dividendi, destinazione a riserva legale di almeno il 70% degli utili, principi quali “una testa un voto”, e una mutualità a carattere prevalente;
  • banche mutualistiche: più del 50% dell’attività di rischio è a favore dei soci e il 3% degli utili è destinato a un fondo mutualistico per la promozione della cooperazione;
  • banche locali: i soci risiedono, hanno sede o operano con carattere di continuità nel territorio di competenza della banca; almeno il 95% degli impieghi è destinato a soggetti comunque residenti o operanti nel territorio di competenza;
  • banche di prossimità e relazione: il localismo rafforza la risposta alle esigenze della comunità nei territori di competenza e determina una forte inter-dipendenza tra il destino della BCC e quello del tessuto economico locale;
  • banche solidali: la quota di utili eventualmente residua viene destinata a beneficienza e mutualità a favore di iniziative delle comunità locali.

Gli SDGs (Sustainable Development Goals) - ovvero i 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile introdotti dall’Agenda 2030 dell’ONU - rappresentano, in maniera coerente e concreta, la traduzione in chiave moderna delle attività mutualistiche che le BCC mettono in atto da più di un secolo a favore del benessere sociale, economico e ambientale dei territori di insediamento.

Sustainable-Development-Goals


Il modello giuridico della BCC aderente al Gruppo Iccrea è anche un modello di società benefit ante litteram, così come la cooperazione di credito, nata dalla messa in comune di beni finanziari e strumentali, può essere considerata un precursore (ma molto più ampio, strutturato e democratico) della sharing economy. Riteniamo, quindi, la sostenibilità un’opportunità per riaffermare i principi e i valori della cooperazione di credito e per crescere responsabilmente sul mercato.


La sostenibilità integrale e circolare del Gruppo Iccrea

Il mutualismo, valore fondante delle nostre banche, è anche la concreta declinazione del Principio di Ecologia Integrale, ovvero dell’interconnessione tra il fattore “S” (Social) e il fattore “E” (Environmental) dei fattori ESG*. Una traduzione dei concetti espressi anche dall’ Enciclica “Laudato Sì” di Papa Francesco, del 2015.

*ESG è l’acronimo di Environmental, Social and Governance, i tre fattori centrali nella misurazione della sostenibilità di un investimento. Scopri i fattori ESG per il Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea.

L’ecologia integrale diventa, quindi, il paradigma capace di tenere insieme fenomeni e problemi ambientali con questioni economiche e sociali. Il nostro riferimento è l’immagine di ecosistema: il concetto di cura dell’ambiente come sinonimo di tutela della comunità e delle persone, dove obiettivi ecologici e sociali sono parte della stessa strategia.

In linea con quanto sintetizzato nella definizione di ecologia integrale e di Green Economy dell’UNEP (United Nations Environment Programme) siamo consapevoli, oggi più che mai, che i disequilibri ambientali comportino forti impatti sociali, sulle economie globali così come locali, sul welfare pubblico e privato.

È con attenzione e interesse verso questi temi che, nell’era del Green Deal, tra le priorità del Gruppo Iccrea vi è proprio quella di contribuire ad un processo di transizione ecologica inclusivo che, attraverso l’adozione del principio europeo del Leave no one behind, consenta alle nostre banche di continuare ad essere un punto di riferimento fondamentale per il territorio.

Questo modo di fare banca, basato sulla circolarità delle risorse finanziarie e l’abbattimento della loro dispersione geografica è, di fatto, un modello di Finanza Circolare, paragonabile a quello di Economia Circolare, basato sul concetto della dispersione zero del capitale naturale.

Il modello di banca di Credito Cooperativo nasce 130 anni fa secondo logiche al tempo innovative e circolari: la non dispersione delle risorse e lo sharing.

Economia e finanza circolare


Un diverso modello di business

Riteniamo che la fase storica che stiamo vivendo sia una sfida per il Gruppo Iccrea, da sempre impegnato, attraverso le BCC, nella crescita sostenibile dei territori. È diventato quanto mai urgente contribuire all’evoluzione dell’attuale modello di business verso un modello profondamente orientato alla sostenibilità, non solo nelle prassi ma anche nelle strategie.

Per favorire quest’evoluzione, il nostro Gruppo vuole muoversi all’interno di un grande accordo sociale, che metta le comunità al centro dello sviluppo del Paese. Capitalismo di comunità non significa, infatti, solamente concentrarsi su settori specifici – quali, ad esempio, l’assistenza, la cura delle persone e dei luoghi, il turismo, la filiera agricola, l’ultimo miglio della distribuzione alimentare, ecc. – ma anche garantire alla comunità prospettive di crescita e di sviluppo: percorso essenziale per un Gruppo bancario nativo sostenibile e fortemente radicato sui territori.

Siamo consapevoli che occorre abbandonare lo short termism per dare una speranza all’ambiente, alla preservazione del territorio e, in generale, a tutti i temi ESG (Environmental, Social, Governance).

Per fare questo, adottiamo un metodo di lavoro che parte dall’analisi del nuovo contesto economico-sociale, dei nuovi trend, delle nuove sfide globali e locali e delle nuove esigenze delle nostre Comunità. Vogliamo dare risposte nuove ma con spirito nativo, lo stesso che caratterizzava le prime BCC, nate alla fine del XIX secolo, per assistere le categorie maggiormente svantaggiate e ai margini del sistema economico e produttivo del Paese.

La sostenibilità è ormai una strada obbligatoria per tutti gli attori economici, incluse le banche. Essere una BCC del Gruppo Iccrea è un valore ulteriore, che ci impegna nella realizzazione di obiettivi ancora più alti.


Le leve strategiche

Prendendo spunto dalle più evidenti trasformazioni socio-economiche di questo periodo, abbiamo individuato quattro leve strategiche, con le quali sostenere l’evoluzione del modello di business e rafforzare la differenza che da più di un secolo ci contraddistingue come attore primario dello sviluppo sostenibile locale. Si tratta di leve che, secondo la Teoria del Cambiamento, possono essere considerate trasformative:

  • Valorizzare la cooperazione per combattere lo sradicamento della società e il sentimento di sfiducia, contrastare il disinteresse per il “bene comune”, proporre modelli cooperativi come alternativa valida alla gestione dei beni ambientali, controbilanciare l’omologazione dei modelli e favorire una cultura finanziaria ed imprenditoriale attenta alla sostenibilità e alla digitalizzazione.
  • Premiare chi crea bene comune per investire nella trasformazione, nella meritocrazia, nell’inclusione sociale, nella transizione ecologica, valorizzando le BCC come banche non solo a misura d’uomo, ma che si prendono cura del bene comune creando valore per la collettività.
  • Indirizzare la Solidarietà verso la promozione di trasformazioni strutturali, secondo una visione di lungo termine anche a favore di quelle categorie che non possono esporsi in ambito di credito o investimento.
  • Rafforzare la prossimità nelle periferie territoriali e sociali per ricostruire un tessuto connettivo capace di rivalorizzare i concetti di comunità, rallentando i processi di marginalizzazione nei sistemi produttivi, sociali e culturali locali.